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Testimonianze
storie fabrizio duranti

La storia di Paola: da una cardiopatia ad alto rischio alla maratona di New York

Questo caso dimostra come la Zona, l’integrazione e una gran forza di volontà aprano la strada a prestazioni di successo. Paola viene nel mio studio nel giugno 1997. Ha avuto un anno complicato e soprattutto ha alle spalle una vicenda di salute particolare. Vuole rimettersi in forma e provare a sentirsi per la prima volta veramente bene. Insieme faremo un percorso verso la supersalute!

Questa ragazza, all’età di 13 anni, durante la visita medica per una gara di atletica, scopre di essere affetta da un’aritmia cardiaca, una forma giovanile piuttosto severa che comporta una sintomatologia fastidiosa – tachicardie parossistiche, cioè non legate a cause scatenanti – ma soprattutto comporta il rischio di morte improvvisa – le famose morti di certi giovani atleti – se non trattata farmacologicamente.

Inizia così la storia di un’esistenza vissuta «in riserva», senza mai chiedere troppo al proprio organismo, con tutto ciò che tale situazione comporta a livello di salute psicofisica in un soggetto giovane, ambizioso e soprattutto circondato da amici sportivi.

La prescrizione è chiara: Paola deve condurre una vita normale, senza eccessi e prendere due volte al giorno un farmaco salvavita sperimentale. Non si perde d’animo e la sua «normalità» contempla comunque attività in palestra, sciate, qualche immersione… Tutte trasgressioni agli occhi del suo cardiologo che cerca invece di spingerla a praticare il golf! Il suo fisico risponde bene alla terapia, anche se certi sintomi nuovi si affacciano all’orizzonte: una consistente ritenzione idrica, una tendenza a prendere peso, una tosse persistente e insidiosa – di origine assolutamente poco chiara – alcune allergie alimentari, una terribile rinite allergica e qualche «sano» mal di schiena.

E dal punto di vista caratteriale? Anche se non in modo eclatante qualcosa lavora nel suo profondo… Nonostante Paola sia una persona abbastanza solida il tarlo dell’insicurezza e dell’inadeguatezza incomincia a roderla, portando con sé timori e paure mai conosciute prima e una pericolosa tendenza ad autogiustificare ogni errore commesso, una mancanza di entusiasmo verso ciò che la circonda e una preoccupante incostanza: stare male dovrà pur comportare qualche vantaggio!

Il cibo diventa, come spesso accade, una fonte di gratificazione importante e così Paola alla moderata attività fisica aggiunge un’alimentazione costituita in prevalenza di cibi carboidratici ad alto indice glicemico (pasta, pizza, riso, cioccolata eccetera). Non ama le proteine e mangia poche verdure. Insomma è uno dei tanti esempi del concetto di circolo vizioso!

Nel dicembre 1996 – all’età già di 33 anni – si decide per un intervento chirurgico che si rivela definitivo solo nel febbraio 1997, dopo una seconda lunga seduta operatoria. La situazione cardiaca è completamente risolta. Quando però incontro Paola nel mio studio, ai sintomi accennati in precedenza si aggiungono disturbi digestivi, extrasistoli, un continuo senso di spossatezza e un gonfiore diffuso, dovuto probabilmente a un’iperproduzione di cortisolo da stress psicofisico. Decidiamo insieme un piano d’attacco per il suo completo recupero.

Il primo passo è l’alimentazione in Zona con 11 blocchetti e un’attenzione particolare ai carboidrati, in quanto Paola presenta una sensibilità altissima ai carboidrati raffinati. In poco tempo la ritenzione idrica migliora e la rinite allergica scompare. Anche la sintomatologia più particolare, e cioè la tosse, misteriosamente cessa, così come le difficoltà digestive e le extrasistoli. Per il mal di schiena consiglio dei plantari che risolvono il problema.

Paola decide di fare un corso di meditazione trascendentale e da allora medita con regolarità con notevoli vantaggi sul tono dell’umore, sul superamento delle paure, sulla tolleranza allo stress e sul controllo della produzione di cortisolo.

Grazie a un’integrazione fisiologica studiata su misura inizia a recuperare energia, voglia di fare e soprattutto di mettersi alla prova. Incomincia a correre con costanza e regolarità e a far entrare lo sport tra le attività della sua giornata.

Vi ricordo che parliamo del giugno 1997 e nel novembre 1998 Paola corre e completa con soddisfazione la maratona di New York: quello è stato sicuramente un gran giorno per la sua autostima! Oggi non ha ancora completato il suo cammino verso la supersalute, ma la condizione di «malata» è già un lontanissimo ricordo: brava Paola!

(Da “Supersalute con la Zona” ed. Sperling & Kupfer)



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