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La storia di Bruno

Ho sessantatré anni; sono un tipo preciso e meticoloso. Ho sempre svolto lavori di responsabilità – come quello attuale di project manager –, che oltre a essere molto stressanti mi lasciavano senza energia, e questo con il tempo mi ha causato tutta una serie di disturbi. All’inizio ho tentato con l’omeopatia; non ottenendo risultati soddisfacenti, ho deciso di cercare qualche specialista in grado di aiutarmi. Per fortuna nell’estate del 2007 mia moglie mi ha regalato il libro del dottor Duranti Il circolo virtuoso del benessere, che ho letto tutto d’un fiato ed è stato per me una rivelazione. Ho subito pensato che forse avrei finalmente risolto i miei problemi fisici.

All’epoca soffrivo di mal di schiena a causa di una vecchia discopatia, di dermatiti alle caviglie e alla schiena che mi causavano un fastidioso prurito; inoltre avevo dolori a entrambe le rotule, crampi notturni, e un’ipertrofia dei turbinati non mi faceva respirare bene, perciò di notte russavo, dormivo male e al mattino mi sentivo stanchissimo. Avevo il colesterolo LDL elevato, il colesterolo HDL basso, la pressione sanguigna instabile con una tendenza verso valori alti e problemi alle vene di tutt’e due le gambe. Il mio medico di base mi aveva detto che se la situazione dell’ipertensione e del colesterolo non si fosse stabilizzata avrei dovuto prendere determinati farmaci per tutta la vita.

Di notte mi svegliavo spessissimo, e dopo faticavo ad addormentarmi. Sveglio, rimuginavo i problemi di lavoro, che come ho detto è stressante e impegnativo anche come orari e mi obbliga a stare in macchina parecchie ore per andare e tornare dall’ufficio. Per affrontare la giornata arrivavo a bere quattro o cinque caffè. D’inverno mi ammalavo spesso di raffreddore, che quasi sempre degenerava in una tracheite, una faringite o una bronchite, per cui dovevo prendere gli antibiotici.

Non sono certo uno di quelli che ingurgitano farmaci con facilità. In passato sono stato seguito da un omeopata che era riuscito ad alleviare, ma non a risolvere completamente, alcuni dei miei problemi di salute. Su suo consiglio avevo fatto sostituire tutti gli amalgami dentari con otturazioni atossiche e mi ero poi sottoposto a una lunga terapia omeopatica per eliminare i metalli pesanti assorbiti, in particolare il mercurio, che erano stati rilasciati dall’amalgama nel corso degli anni.

Quando il medico di base mi ha detto che avrei dovuto assumere i soliti medicinali per la riduzione del colesterolo ho detto di no, e mi sono messo a dieta. Risultato dopo più di un anno: il colesterolo era diminuito solo del 10 per cento, e anche i valori dell’ipertensione non avevano registrato miglioramenti significativi. Che delusione! Questo secondo me voleva dire due cose: che il mio colesterolo poteva essere di origine endogena, quindi le diete potevano fare poco, e che lo stress giocava un forte ruolo nel mio malessere. Infatti durante le ferie stavo molto meglio.

Decido quindi di applicare parzialmente il metodo descritto nel libro, partendo dalla situazione di salute indicata con altezza 1,80, peso 87, taglia 54. Insomma, un «normotipo», anche se con un girovita troppo ampio. Inizio a correre, come suggerito dal dottor Duranti, con il metodo «un minuto alla volta», a giorni alterni, mentre nel fine settimana vado in bici. La bicicletta da corsa infatti è sempre stata la mia passione, e arrivo a fare cinquemila chilometri all’anno. Il primo giorno di corsa però torno a casa distrutto, senza fiato, e ho male a quei muscoli delle gambe che non si usano quando si va in bicicletta.

Provo a fare le respirazioni addominali per venti minuti a giorni alterni, e trovo difficilissimo concentrarmi perché la mia mente divaga. Mi sembra che tutto complotti contro di me. Decido di rifugiarmi in un luogo isolato privo di telefono, computer e televisione. Incomincio a fare le giornate di sola frutta; va abbastanza bene, anche perché siamo in estate. Noto che dopo un giorno di sola frutta il mio rendimento aumenta, soprattutto se faccio sport.

Il libro raccomanda di mangiare pane integrale fatto in casa con farina biologica. Non è un problema, perché da tempo uso solo pane integrale insipido fatto in casa (manualmente, senza usare la macchina), e al posto del lievito di birra utilizzo la pasta madre. Riduco i caffè a due al giorno: il sonno migliora e il peso inizia a calare lentamente assieme al girovita.

Decido che è arrivato il momento di chiedere un appuntamento al dottor Duranti, che, guarda caso, quell’estate tiene una conferenza nella mia città. Ci vado e poi prenoto una visita. Faccio le analisi di laboratorio richieste, compilo le schede dandomi 4 come autovalutazione della qualità della vita e 5 come autovalutazione dello stato di salute e all’inizio del 2008 mi sottopongo alla visita. Nel frattempo il mio peso è sceso a 83 kg e riesco a correre ininterrottamente per quaranta minuti anche se a ritmi non elevati. Spiego al dottore le mie priorità: la prevenzione delle malattie, la perdita di peso, l’aumento del livello di energia, della resistenza e della massa muscolare. Insomma, in parole povere, desidero invecchiare in buona salute, facendo sport.

Il dottore mi ascolta, guarda i referti delle analisi e mi dice che tutto sommato non sto malaccio, ma che sono un tipo «adrenalinico». I miei malesseri inspiegabili sono dovuti a questo. Mi prescrive una cura personalizzata che consiste nel fare attività aerobica per quaranta, sessanta minuti al giorno sei, sette volte alla settimana, le respirazioni addominali per venti minuti al dì, una dieta disintossicante a base di frutta dalla mattina alla sera due volte alla settimana per un mese poi una volta alla settimana per abbassare il grado di acidità, gli integratori tra cui gli Omega-3 e la glucosamina per il mal di schiena e i dolori articolari, la dieta Zona per il gruppo sanguigno di tipo 0, quindi un’alimentazione proteica con predilezione del pesce, con un elenco di cibi a basso indice glicemico, l’eliminazione dei carboidrati complessi, e frutta e verdura a volontà.

Lui sostiene che le trasgressioni alimentari saltuarie danno un benessere psicologico momentaneo, ma devono essere seguite dalle giornate disintossicanti a base di sola frutta.

Provo a fare le respirazioni addominali con il Freeze Framer, il software per personal computer che registrando il battito del cuore evidenzia uno squilibrio del sistema nervoso involontario e permette di migliorarlo, consentendo di ridurre l’adrenalina e il cortisolo per regolarizzare la pressione sanguigna e il colesterolo. Il dottore mi consiglia di tenere un diario settimanale – io decido di farlo giornaliero, in modo da essere più focalizzato sugli obiettivi da raggiungere tenendo sotto controllo costante i progressi – e di sostituire completamente il caffè con il tè verde. Mi raccomanda inoltre di leggere Lo zen e l’arte della corsa, il libro che parla della meditazione in movimento.

Parto quindi con metodo; quando piove invece di correre faccio un’ora di bicicletta da corsa al coperto sui rulli. Agendo con costanza, il mio peso diminuisce fino ad arrivare dopo un anno a settantadue chili, e passo alla taglia 50. Il girovita cala drasticamente e il livello di energia aumenta assieme all’autostima.

La massa muscolare rimane invariata; significa che sto perdendo grasso mentre miglioro il rendimento in bicicletta (vedo i più forti del mio gruppo che faticano, mentre io mi alleno senza affanno). Quando mi trovo in difficoltà cerco di immaginare il Freeze Framer in azione, ritrovo il ritmo della respirazione e del gesto atletico e riparto.

Pian piano scompaiono tutti i disturbi, la pressione scende a livelli normali così come il colesterolo (il rapporto fra il colesterolo totale e HDL è molto buono), il mio aspetto e il mio umore sono molto migliorati, e gli altri lo notano. Durante il giorno riesco a fare molte più cose di prima, e alla sera non sono più così stanco. Non mi ammalo più come un tempo perché le mie difese immunitarie sono aumentate: un risultato straordinario. A chi mi chiede come ho fatto parlo in termini entusiastici del metodo Duranti. Purtroppo, come dice il dottore, questo «è un metodo per tutti ma che non tutti possono seguire».

Dopo un anno, mi do 8 come qualità della vita e 8 come stato di salute. Nel corso di una visita di controllo il dottore mi parla della dieta macrobiotica, e in particolare dei centri UPM (Un Punto Macrobiotico). Decido di provare. Il centro è allo stesso tempo un negozio macrobiotico e un ristorante dove si può consumare un pasto leggero e digeribile in un’atmosfera rilassante. Ho partecipato a un corso di cucina per continuare questo tipo di alimentazione anche a casa, in quanto ho constatato che dà molta energia. Rimanevano ancora due problemi da risolvere: il mal di schiena e le vene varicose. Per il primo, Duranti mi consiglia di andare da un chiropratico e per il secondo di rivolgermi a un angiologo. Seguo entrambi i suggerimenti. Per quanto riguarda la schiena sono riuscito a risolvere tutti i miei problemi e devo dire che neanche da ragazzo stavo così bene. L’angiologo mi consiglia due interventi per l’asportazione delle vene.

Il primo alle vene va benissimo, ma dopo il secondo mi è venuta una fastidiosa tendinite, probabilmente dovuta a una ripresa della corsa affrettata e alle scarpe con l’ammortizzatore usurato. La guarigione è stata lunga e difficile e ho dovuto interrompere la corsa a piedi, con il risultato che ho ripreso peso, il colesterolo buono è diminuito mentre il prurito e l’ipertrofia dei turbinati sono ricominciati. Ne ho dedotto, mio malgrado, che il metodo Duranti va applicato completamente. Ora dopo due settimane di bagni basici, consigliati dal dottore, il dolore ai tendini è scomparso, quindi posso finalmente ricominciare a correre.

Ho capito che con una forte determinazione si può arrivare ovunque, e a chi pensa di non avere tempo a sufficienza per prendersi cura un po’ di se stesso dico che «basta riordinare un po’ la borsa da viaggio per farci stare anche lo spazzolino da denti».

(Da “Per sempre giovani” ed. Sperling & Kupfer)



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